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ciao besughi!!!!!
mi sono stancato di questo blog troppo caotico e minacciato ormai dalle termiti.
mi trovate di casa a mohorovicich.splinder.com
addio
Anche Christina Fu, la moglie di Yang Jianli (cfr, yangjianli.com) si è fatta sentire. Mi dice che cercherà di rispondere alle mie domande il prima possibile. E' stata in Cina a trovare il marito in prigione, e mi racconta che l'incontro è stato molto doloroso. Per adesso, mi ha invitato a partecipare a un newsgroup su Yahoo che riguarda il caso di Jianli. Ho tutte le informazioni possibili.
Francesca Maggioni, il contatto che mi ha fornito Luca De Biase, mi ha risposto qualche giorno fa. Le ho inviato una serie di domande di carattere economico (inerenti allo sviluppo vertiginoso della Cina) che mi ha promesso che girerà a qualche membro di Osservatorio Asia e a qualche espreto (anche cinese) che lei conosce. Aspetto.
Un ulteriore esempio di censura di internet in Cina è la recente scomparsa dell'ex primo ministro e leader del Pcc Zhao Ziyang. Morto il 17 gennaio. Ieri si sono tenuti i funerali, di fatto oscurati da un altro grande evento seguito dai media: la ripresa dei voli dalla Cina a Taiwan. Coincidenza?
Le autorità tuttora cercano di far passare in secondo piano la notizia, timorose che la figura di Zhao possa ancora far nascere scintille di rivolta. Zhao, per intenderci, fu quello che si schierò contro la repressione dei manifestanti di Piazza Tienanmen. Da allora fu allontanato dalla politica e visse agli arresti domiciliari. Cfr. rsf.org
11 membri del Falun Gong arrestati per aver pubblicato su internet foto di tortura (perpetrata contro un appartenente al loro movimento spirituale)
In Cina il Falun Gong è al bando dal 1999, dopo che organizzò una enorme manifestazione anti-regime.
Il Falun Gong è un movimento spirituale cinese, che ormai in tutto il mondo conta diversi milioni di affiliati. Reagì con una campagna anti-governativa il 25 aprile 1999 alle accuse delle autorità cinesi di essere una "setta".
Anche in questo caso, dietro alla repressione e al recente arresto c'è una verità nascosta, in tre punti:
1) Il Falun Gong, che non è una religione, ma un movimento spirituale, si può insediare legittimamente (proprio perché non è una religione; altrimenti sarebbe vietato) all'interno dei quadri del Partito Comunista Cinese, minandone l'eterodossia
2) In Cina è in atto una rinascita "religiosa" post-ideologica e post-moderna, e il regime non la può tollerare: minerebbe il suo monopolio culturale-ideologico
3) Cosa fa il Falun Gong tanto in patria, quanto all'estero per propagandare le sue idee? Usa internet. In questo caso, l'accusa di "cyberdissidenza" si applica non a singoli, ma a un interno movimento. Chiunque ne faccia parte è colpevole.
Cfr. rsf.org
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Una delle foto pubblicate dai membri del Falun Gong. Torture su uno di loro. Cfr. clearharmony.net
Contatto riuscito!!!!
Da poco ho avuto risposta da yangjianli.com, sito che raccoglie informazioni, petizioni, lettere, annunci, speranze sulla sorte di Yang Jianli, cyberdissidente cinese trapiantato negli Stati Uniti e a tutt'oggi detenuto in un carcere di Pechino. Condannato a 5 anni di reclusione a maggio del 2004. Dopo averne passati altri due in prigione dal momento dell'arresto, nel 2002. La colpa (ufficiale): essere tornato in Cina col passaporto di un amico. Sì, perché Jianli era stato espulso nei primi anni Novanta, dopo aver passato 15 mesi in carcere dopo aver preso parte alle agitazioni di Piazza Tienanmen. L'accusa allora fu di attentato alla stabilità dello Stato. L'accusa (ufficiale) adesso è di "spionaggio a favore di Taiwan". La verità?
La verità è che Jianli nel 2002 era tornato in Cina per seguire la vicenda di alcuni scioperi di lavoratori nel nord-est del Paese. Lui, che è matematico, si era preso a cuore, negli Stati Uniti, la sorte della libertà di espressione nel suo Paese, aveva fondato un'organizzazione apposita (la "Fondazione per la Cina"), era diventato redattore capo di una rivista dissidente online ("Yaobo", visitabile su chinaeweekly.com), aveva fatto dell'attivismo politico (ma soprattutto critico verso le autorità cinesi) la sua bandiera. Ecco perché Jianli è in prigione. Altro caso di condanna per "cyberdissidenza". Il reato comporta il carcere anche se perpetrato all'estero.
Dicevo: contatto riuscito. Sì, perché attraverso yangjianli.com, sono riuscito a conoscere Shaohan, che mi ha promesso di girare la mia mail direttamente a Christina fu, moglie di Jianli, la quale vive a Boston, Massachussets. Con due bambini piccoli. E non si dà pace.
Ho preparato una lista di domande a cui Shaohan mi garantisce che presto la signora Fu risponderà.
Riesco a intervistare la moglie di un "cyberdissidente". Attendo le risposte per saperne di più.
Intanto, per chi fosse interessato, rinnovo l'invito (sottointeso sopra, con i due link inseriti) a visitare yangjianli.com e magari a sottoscrivere una petizione, a inviare una lettera direttamente al governo cinese o semplicemente una cartolina di auguri a Jianli. Sono tutte possibilità che il sito offre per contattare Jianli e fargli arrivare tutto il sostegno possibile. Visitate anche il blog (si accede dal sito, il link è in alto a destra)... Visto le recenti polemiche inter nos (vedi le crociate - giuste - di alcuni contro Valdemarin e Caravita), è un bell'esempio che dimostra che i blog NON sono solo fuffa e che l'utilità del mezzo la fa chi lo gestisce, cioè l'uomo. Non l'idea metafisica del mezzo in sé.

Ansel Adams, "Cattle"

Ansel Adams, "Moonrise, Hernandez"
Ecco qualche informazioneper che ho reperito di recente:
- tra gli aspetti di sviluppo che interessano la Cina (molti, i più legati alla cultura che ci sta invadendo, li trascuro):
.ho trovato notizie su un piano cinquantennale, già avviato a partire dal congresso del Pcc del 1987, su china-window.com (penso sia il piano a cui si riferiva Luca. Per adesso, accenni a un recente progetto spalmato in quarant'anni non ne ho trovati. Guarderò ancora);
.la Cina entro il 2020 vuole mandare in orbita 100 satelliti, per tenere sotto controllo ogni angole del Paese (cfr. mytech.it);
.entro il 2015, la Cina ha promesso che passerà completamente alla digitalizzazione radiofonica e televisiva (cfr Cri);
.la Cina ha promosso una nuova legge che autorizza la proprietà privata (cfr. Corriere.it).
Alla luce di questi e altri aspetti "positivi", è interessante notare come la libertà di espressione in Cina sia ancora molto limitata, specie per quanto riguarda internet (per un quadro generale, cfr. rsf.org). In Cina circa 80 milioni di persone usano internet, un numero inferiore soltanto a quello degli Stati Uniti. Tuttavia:
.sono ancora in prigione 62 ciberdissidenti;
.Yahoo e recentemente anche Google hanno preferito censurare i loro motori di ricerca (cfr., in particolare, rsf.org -1 e 2- e Corriere.it);
.ancora da rsf.org, alla sezione "Internet as propaganda tool", si viene a sapere che:
.internet è usato come mezzo di propaganda dal governo di Pechino: cfr xinhuanet.com e chinadaily.com(controllati direttamente dal Pcc), tibetinfo.com.cn e tibetology.com.cn (dove il governo esprime la propria visione contraria all'indipendenza del Tibet);
.nel febbraio 2004 sono stati censurati alcuni forum di discussione su due dei più importanti portali cinesi (sina.com e sohu.com). E' stato bloccato l'accesso anche a alcuni siti di hosting per blog;
.tra il febbraio e l'agosto 2004 sono stati chiusi ben 8.600 internet café (cfr. debiase.com).
Interessante notare anche come funziona il sistema censorio della rete in Cina. Si scopre che dietro alla fornitura di tecnologie ci sono anche l'America e l'Europa (cfr. sempre rsf.org per l'azione intrapresa da Reporters sans frontières e, alla sezione "How Chinese censorship works", ancora rsf.org).
Aggiorno il postato del 23 novembre 2004:
- il titolo provvisorio della mia inchiesta è: "MA LA CINA CHE CI AFFASCINA E' DAVVERO COSI' AFFASCINANTE? IL CASO DI INTERNET"
- questa la struttura:
- introduzione:
accenni sui modelli cinesi che hanno invaso l'Italia, dalla cultura alla gastronomia, dalle arti marziali all'imprenditoria;
accenno a piano di sviluppo quarantennale cinese;
accenni alla situazione di utilizzo della rete in Cina;
- sommario:
tutto ciò che è cinese è "buono", come da un po' di tempo a questa parte sembra all'occidente?
il piano quarantennale di sviluppo risolverà le restrizioni applicate ad internet e i casi di imprigionamento di cyberdissidenti?
- svolgimento:
stando al fatto che la Cina si sta lentamente occidentalizzando (vedi recente bozza di legge sulla proprietà privata e altro) e che ha approntato un piano di sviluppo quarantennale (spero di trovarlo da qualche parte), mi vorrei soffermare sulle restrizioni applicate ad internet, in particolare su alcuni siti che si sono autocensurati (soprattutto su Google), su altri censurati dalle autorità e sui casi di alcuni "cyberdissidenti", alcuni dei quali ancora in prigione (ho trovato notizie interessanti su www.rsf.org, sul sito del Corriere e altrove.
- conclusione